PORTO BADISCO · OTRANTO

Natura

Porto Badisco e Natura

Porto Badisco, il cui nome deriva dal greco “batus”, profondo, un tempo chiamata Vadisco, racchiude al suo interno un patrimonio dal valore inestimabile: un delicatissimo ecosistema che ospita specie particolari, estremamente rare e in via d’estinzione. Molte di queste piante sono costituite da parti contenenti principi attivi (droghe).

Alisso di Leuca

Alisso di Leuca

Alyssum leucadeum

Descrizione: specie perenne, legnosa alla base; cresce fra le rocce. La pianta può raggiungere i 40 cm di altezza.

Foglie: lanceolate, di un bel colore verde glauco, ricoperte da una fitta peluria.

Fiori: piccoli e raccolti in racemi di un bel colore giallo vivace.

Infiorescenza: fiorisce in primavera. Dopo la fioritura la pianta comincia un periodo di riposo estivo, in sintonia con l’andamento climatico dell’area in cui vive.

Ubicazione: cresce nella penisola salentina (come suggerisce il nome stesso).

Status: inserita nella lista rossa nazionale.

Campanula pugliese

Campanula pugliese

Campanula versicolor

Descrizione: appartenente alla famiglia delle Campanulacee, è una pianta glabra alta fino a 40 cm, con fusti eretti o ascendenti, semplici o ramificati.

Foglie: coriacee.

Fiori: a gruppi, con cinque lobi triangolari, viola pallido o azzurri.

Infiorescenza: fiorisce tra giugno e ottobre.

Ubicazione: il suo habitat è collocato tra le rupi calcaree; è infatti tipica delle scogliere salentine.

Cardo pallottola vischioso

Cardo pallottola vischioso

Echinops spinosissimus

Descrizione: genere di piante spermatofite appartenente alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di erbacee annuali dalla tipica infiorescenza a palla e dalle radici a rizoma.

Foglie: si dispongono in modo alterno lungo il fusto.

Fiori: di tipo tubuloso.

Distribuzione: luoghi rocciosi e selvatici.

Usi: se ne estrae la materia prima per una gomma da masticare chiamata “Mastice Anagado”.

Garofanino pugliese

Garofanino pugliese

Dianthus japigicus

Descrizione: gli steli possono raggiungere la lunghezza di 80 cm. È provvisto di una radice legnosa, con fusti lunghi che terminano con 5-6 fiori di un bel colore roseo.

Distribuzione: si riscontra sulle falesie marittime.

Infiorescenza: tra giugno e settembre.

Accanto alla flora autoctona, importante è la macchia mediterranea che costella la nostra costa.

Origano

Origano

Origanum vulgare

Ha fusti di 25-85 cm di altezza, eretti e rossastri. Ha foglie opposte, picciolate, verdi sulle due facce, intere e provviste di grandi denti poco marcati. I fiori sono porporini, raramente bianchi, odorosi. Il frutto è un tetrachenio. È una pianta aromatica molto utilizzata come spezia in vari piatti.

Vengono utilizzate le sommità fiorite, che contengono l’essenza ricca di carvacrolo e timolo. È usato come stomachico e antispasmodico e come condimento.

Rosmarino

Rosmarino

Rosmarinus officinalis

È un arbusto cespuglioso, sempreverde, molto ramificato, alto 1-2 m. Ha foglie sessili, strette ed intere, a bordi fortemente riflessi, verdi nella pagina superiore, biancastre nella pagina inferiore. I fiori sono azzurri o lilla e disposti verso l’apice.

La droga è costituita dalle sommità fiorite e dalle foglie, che presentano peli di rivestimento ramificati e peli secretori. L’essenza ha proprietà stimolanti e antispasmodiche, è utile nelle dispepsie atoniche e nelle gastralgie; per uso esterno, per le proprietà toniche, viene utilizzata in preparazioni come pomate e lozioni.

Cappero

Cappero

Capparis spinosa – Fam. Capparidaceae

Pianta erbacea con foglie verdi generalmente alterne, a margine intero. Fiori bianchi con numerosi stami e con lunghi filamenti rosso viola. Frutto a bacca, prima verde, poi rossastra. Utilizzata come digestivo, stimolante ed antiurico.

Mirto

Mirto

Myrtus communis

Facente parte della famiglia delle Myrtaceae, è distribuito nella regione mediterranea, in particolare lungo le coste. È una specie tipica della macchia mediterranea.

Caratteristiche botaniche: arbusto sempreverde alto 5-25 m, con corteccia rosea e rami opposti. Le foglie sono opposte, ellittiche, con margine intero. I fiori sono bianchi, odorosi, solitari, con una corolla di 7-8 petali bianchi. Il frutto è una bacca ovoide.

Droga: dalle foglie si ricava l’olio essenziale; dalle bacche si ricavano composti polifenolici come tannini e flavonoidi.

Attività farmacologica: l’olio essenziale ha proprietà balsamiche, sedative ed antisettiche dovute al mirtolo. I flavonoidi hanno proprietà antinfiammatorie, antiallergiche, antitrombotiche e vasoprotettive. I tannini hanno proprietà astringenti.

Usi: industria liquoreria; le foglie essiccate sono utilizzate per la preparazione di distillati.

Timo

Timo

Thymus vulgaris

È una pianta perenne, a fusti eretti, legnosi, di 20-30 cm di altezza, che formano dei ciuffi verdi o grigio-biancastri. Le foglie sono piccole e lineari. I fiori rosei sono riuniti in spicastri. La droga è costituita dalle sommità fiorite e dalle foglie contuse. Ha odore forte e penetrante e sapore aromatico. L’olio essenziale contiene dei fenoli costituiti soprattutto da timolo.

È un condimento eccellente. Si utilizza come antispasmodico nella pertosse. È un vermifugo, un antifungino, antibatterico ed antivirale.

Malva

Malva

Malva sylvestris

È una pianta erbacea biennale o perenne, diffusa nei luoghi asciutti e sassosi. Il fusto diritto, ramificato, porta delle foglie a lembo palmato. I fiori sono molto grandi (2,5-3 cm); la corolla violacea presenta delle venature più scure.

La droga è costituita dai fiori e dalle foglie, ricchi di mucillagini, che vengono utilizzati nelle forme catarrali delle prime vie respiratorie. Nella pratica popolare il succo fresco veniva impiegato per alleviare le punture d’insetto; la radice invece veniva data ai bambini per alleviare il gonfiore gengivale.

Cenni storici: sin dall’antichità i seguaci di Pitagora ritenevano questa pianta sacra, in quanto i fiori sono orientati verso il sole. La malva, il cui nome letteralmente significa “ammorbidire”, veniva utilizzata per le proprietà addolcenti del ventre. Menzionata da Plinio e Cicerone, veniva impiegata dagli antichi romani come ortaggio o come contorno alle carni.